Poche ore fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha, in Conferenza Stampa, annunciato l’estensione delle restrizioni fino al 3 maggio, anticipando l’imminente riapertura di alcune attività commerciali a partire dal 14 aprile, quali cartolerie, librerie, lavanderie, negozi di articoli per bambini e neonati, etc, essendo incoraggianti i segnali della curva epidemiologica.

Potranno essere riaperte, inoltre, le attività di silvicoltura, anch’esse necessarie.

In ogni caso, ha ribadito l’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolgendosi a tutti i responsabili delle aziende ed invitandoli a sanificare ogni ambiente.

Ha colto l’occasione, inoltre, per prendere posizione apertamente sulla questione Mes, affermando di voler continuare a combattere, in sede di negoziazione europea, per l’introduzione degli Eurobond, ritenendoli l’unico strumento adeguato per fronteggiare la crisi.

Pur affermando, il Premier, che le proposte dell’Eurogruppo “sono un primo passo verso una risposta europea”, pur ritenendo già importante il primo accordo avutosi nella giornata di ieri, ha ribadito che l’Italia non farà ricorso al  Meccanismo Europeo di Stabilità, definito inadeguato (si ricorda che una cosa è l’accordo sul Mes in un tavolo di negoziazione europea, un’altra cosa è la attivazione del Mes, che dovrà partire da ogni Stato europeo che voglia farne richiesta, n.d.r.).

Il Presidente del Consiglio ha concluso – invitando gli italiani a non polemizzare inutilmente contro il Governo, essendovi, altrimenti, il rischio di indebolire l’intera posizione della nostra nazione – affermando che «è necessario che ci sia una potenza di fuoco proporzionata» alla sfida, che ha una portata inedita per l’Ue e che il fondo «deve essere disponibile subito»

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