Nuovamente al centro delle polemiche il senatore Pillon.

Il prossimo 21 febbraio, infatti, è prevista un’udienza avente ad oggetto una presunta diffamazione ai danni del comitato Arcigay Omphalos di Perugia cagionata dal senatore.

I fatti risalgono al 2014, quando i cosiddetti movimenti “no-gender” promuovevano, anche nelle scuole, attività di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e contro il bullismo omofobico, con il consenso dei dirigenti scolastici.

L’associazione Omphalos LGBTI svolgeva e svolge anche questo tipo di attività.

A detta dell’associazione summenzionata, durante una serie di conferenze politiche tenutesi tra luglio e novembre 2014, il futuro senatore leghista decide di riportare, nei suoi discorsi, il contenuto di questi incontri tenuti da Omphalos in un liceo del capoluogo umbro, mostrando del materiale informativo che l’associazione aveva con sé.

L’associazione Omphalos LGBTI produce alcuni video, a sostegno delle accuse di diffamazione.

Si vede, nei video, il senatore che dice, ad esempio: “Cosa hanno insegnato ai ragazzi?  Hanno insegnato ai ragazzi a far l’amore”. Ed ancora: “Lei sa come si fa a far l’amore? Che serve? Un maschio e…” “Una donna” suggerisce qualcuno dalla platea. “Lei è un bullo omofobo” risponde, in maniera provocatoria, il senatore.

E successivamente, mostrando alcuni volantini dell’associazione, riporta che gli attivisti di Omphalos “hanno insegnato che per fare l’amore servono o due maschi o due femmine”.
Conclude il suo intervento raccontando al suo pubblico che Omphalos inviterebbe i ragazzi ad andare a fare sesso presso la propria sede.
Il futuro senatore rilascia le medesime dichiarazioni ad Assisi, a San Marino e ad Ascoli Piceno, collegando tutto ad un presunto attacco alla cosiddetta famiglia tradizionale.

Il senatore omette di mostrare il materiale completo, ma solamente alcune immagini estrapolate, ove compare una coppia omosessuale; la versione completa del materiale è, invece, composta da tre volantini, ove compaiono anche coppie eterosessuali ed informazioni complete sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, sull’uso corretto del profilattico, oltre che sulla condanna al bullismo (soprattutto omofobico).

Si attende la sentenza per l’ 11 aprile 2019.

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