Finalmente è stato approvato il tanto atteso decreto sul reddito di cittadinanza. Il provvedimento è stato varato con decreto legge dal Consiglio dei ministri del 17 gennaio.

A partire da aprile, quindi, i nuclei familiari che si trovano in una situazione di difficoltà economica e soddisfano i requisiti previsti, beneficeranno di un’integrazione del reddito fino ad un massimo di 780,00€ (per la persona che vive sola).

Il reddito di cittadinanza potrà essere richiesto attraverso un modello di domanda predisposto dall’Inps e riconosciuto dallo stesso istituto di previdenza, chiamato anche ad effettuare controlli e verifiche. Il beneficio economico è erogato attraverso una Carta prepagata di Poste italiane ed ai suoi beneficiari sono estese, anche, le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale. Da febbraio sarà presente, a detta del governo, un sito internet dedicato a tale scopo.

Per mantenere il diritto al reddito di cittadinanza bisognerà rispettare quelle che il governo pentastellato  ha rinominato come le “norme anti-divano” con la sottoscrizione, preliminare, di un Patto di lavoro (o equivalenti).

Coloro che ambiscono ad essere destinatari di un reddito di cittadinanza dovranno:

1)essere, innanzitutto, in possesso della cittadinanza italiana, oppure essere cittadini di uno Stato membro UE. Il reddito di cittadinanza, attualmente, è riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;

2)essere residenti in Italia da almeno 10 anni (negli ultimi due anni senza interruzioni);

3)avere un ISEE inferiore a 9.360€;

4)avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€;

5)avere un reddito familiare non superiore a 6.000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto;

6)avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€, limite innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è, ancora, un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in presenza di una persona con disabilità all’interno del nucleo familiare;

Non hanno, in ogni caso, diritto al reddito di cittadinanza:

1)i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni;

2)i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;

3)i nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoro, non per giusta causa, nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda;

4)i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena.

Il reddito di cittadinanza non avrà un importo fisso; potrà variare, infatti, in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede.

Così, si potrà avere un’integrazione fino a 6.000€ (annui) del reddito familiare e, in presenza di più componenti all’interno del medesimo nucleo familiare, questo viene moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ovvero:

-+0,4 per ogni componente familiare maggiorenne successivo al primo;

-+0,2 per ogni componente minorenne.

Questa integrazione potrà essere incrementata fino ad un massimo del 2,1

Il beneficio economico, in ogni caso, non può superare i 9.360€ annui, ovverosia i 780€ mensili e non può essere inferiore ai 480€ annui.

Infine, entro 30 giorni dalla data di accesso al reddito di cittadinanza bisognerà sottoscrivere il Patto per il lavoro presso il centro per l’impiego. Tale patto consiste nel:

a)registrarsi al Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro;

b)svolgere ricerca attiva di un nuovo lavoro;

c)accettare di prendere parte a corsi di formazione e di riqualificazione professionale;

d)accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue, secondo i requisiti soggettivi del beneficiario. I beneficiari del reddito di cittadinanza da oltre 12 mesi devono accettare la prima offerta utile di lavoro congrua;

e)rendersi disponibili per progetti a titolarità del Comune utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, formativo, ambientale e di tutela dei beni.

Chi, invece, è adeguatamente formato,  dovrà sottoscrivere il Patto per il lavoro; colui che, invece, avrà solamente bisogno di essere aggiornato e formato  dovrà sottoscrivere il Patto per la formazione con Enti di formazione bilaterale, Enti interprofessionali o aziende.

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